È arrivato quel fatidico momento dell’anno in cui si tirano le somme, si parla di buoni propositi e si decide di iscriversi in palestra, di smettere di fumare, di mangiare in modo sano e di fare più moto. Una filastrocca che ci ripetiamo ogni anno, in maniera quasi inconscia, automatica, forti di quel ripetuta iuvant, che ci hanno inculcato da bambini.

fermarsi a riflettere - mindfulness

E se invece questo fosse l’anno giusto per fermarsi a riflettere sull’ascolto dei nostri effettivi bisogni e sulla consapevolezza delle nostre azioni?

La mindfulness è la risposta.

Traducibile letteralmente come consapevolezza, la mindfulness non è una mera pratica di rilassamento come molti sono portati a pensare. Potremmo piuttosto definirla come un orientamento mentale, volto alla consapevolezza del proprio essere nel presente, in modo intenzionale e non giudicante.

Un qui ed ora cosciente che, attraverso l’esercizio della respirazione efficace, porta la mente ad accogliere il presente in maniera più aperta e disponibile.

La mindfulness trova le sue origini nella pratica buddhista, storicamente basata sull’ascolto dell’Io e della propria interiorità.

Imparare a stabilire un contatto con le proprie emozioni e le percezioni che abbiamo del mondo senza ritrosie, giudizi né ostacoli vincolanti, significa acquisire una maggiore libertà e sviluppare la propria intelligenza emotiva.

nascita della mindfulness - monaco al tramonto

Ma partiamo dall’inizio, da dove nasce la mindfulness?

Come già abbiamo detto, le origini vanno ricercate nella cultura buddhista. Il termine stesso deriva dall’antico sanscrito sati che contiene, all’interno del suo significato intrinseco, sia il concetto di consapevolezza, che le pratiche da coltivare per raggiungere quell’equilibrio interiore volto a contrastare le sofferenze umane.

A portare la pratica meditativa in Occidente è stato il biologo e professore tedesco Jon Kabat-Zinn che, a partire dal 1979, ha cominciato ad introdurre un programma di consapevolezza mentale all’interno di contesti clinici.

equilibrio mente e corpo e io interiore - mindfulness

L’intuizione di Kabat-Zinn è strettamente legata alla relazione corpo-mente. Secondo il professore, infatti, il raggiungimento del benessere dell’individuo si basava proprio sull’equilibrio tra l’Io interiore e l’esterno.

Un’illuminazione, la sua, quanto mai attuale.

L’importanza del fattore mente-corpo

Oggi, nella nostra quotidianità 2.0, ci ritroviamo immersi in un mondo basato sull’immagine stereotipata e sull’esteriorizzazione portata allo stremo: elementi che rischiano di farci dimenticare l’importanza del fattore mente-corpo.

L’appiattimento consumistico dell’aspetto fisico perfetto ci fa capire quanto sia sbagliata la visione moderna dell’individuo, che prescinde dall’interiorità.

Citando i Discorsi di Osho, dovremmo fare tutti uno sforzo per ricordare che non siamo corpo e mente, ma siamo dei corpomente, poichè le membra di un’unità organica non sono solo parti assemblate, c’è qualcosa in più.

Ecco che quindi ritorna il concetto di relazione forte e continua tra il fuori e il dentro di noi.

Un legame indissolubile che va conservato e preservato come qualcosa di estremamente prezioso e personale. Non a caso, molte delle pratiche olistiche derivanti della cultura orientale, come lo yoga, si basano sulla ricerca dell’Io interiore attraverso la meditazione e la concentrazione.

E allora come iniziare a praticare la mindfulness?

Innanzitutto non bisogna avere fretta, per far diventare la mindfulness un’abitudine consolidata, c’è bisogno di costanza ed esercizio continuo.

È consigliabile iniziare la pratica scaricando un’app che possa farci da guida, per aiutarci ad allenare una respirazione consapevole e controllata.

respirazione consapevole e controllata

È importante stabilire un dove e un quando, che possano fungere da “contesto ristorativo” comodo e accogliente, dove poter migliorare la nostra routine meditativa ogni giorno.

Sentirsi a proprio agio significa anche essere in grado di creare l’atmosfera adatta a sé, magari ascoltando una playlist rilassante o accendendo una candela profumata.

Non ci sono regole precise, se non quella di sentirsi bene, fortemente a contatto con sé stessi.

 

Perchè iniziare la mindfulness e quali sono i suoi benefici?

La mindfulness, lo abbiamo detto, ha lo scopo di connettere la mente e il corpo in un’unica entità. Arrivare a trovare l’equilibrio conscio del proprio Io, vuol dire iniziare a stabilire un legame con la propria anima, eliminando tutte quelle scorie emotive e quelle sofferenze inutili, che permeano lo spirito quotidianamente.

felicità e consapevolezza di sé

Imparare ad accettare il presente e ad affrontare le situazioni, mettendosi in ascolto con noi stessi e con gli altri, migliora molti aspetti della nostra vita.

Con il tempo, comprendiamo meglio come utilizzare a pieno le nostre potenzialità, miglioriamo le nostre relazioni interpersonali, e, grazie al raggiungimento del benessere psicofisico, incrementiamo dentro di noi la sensazione di felicità.

La gestione dell’ansia e dello stress

Un altro importante aspetto, che la mindfulness ci permette di accrescere, è la gestione dell’ansia e dello stress in relazione ai nostri obiettivi e alle nostre performance.

gestione ansia e stress - donna beve caffé al mare

Grazie ad una maggiore consapevolezza del nostro tempo e allo sviluppo della comunicazione e dell’ascolto efficace, apprendiamo le tecniche per governare le nostre preoccupazioni senza farci sopraffare dalla negatività degli eventi.

Possiamo, pertanto, concludere dicendo che la correlazione tra benessere individuale e benessere collettivo è consequenziale.

Trovare il giusto equilibrio interiore ci permette di vivere una vita migliore, volta all’apertura, all’accoglienza e alla condivisione.

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Lo studio di Psicologia e Psicoterapia a San Salvario della dottoressa Diletta Ozzello è a tua disposizione.

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